Forse molti pensano che io sia morto in una catastrofe. Il problema è che sono morto altre volte, e altre volte sono non vissuto...
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Un essere semi-umano, più volte morto e ancora quasi vivo...
Apocalisse III,1: Queste cose dice colui che ha i sette spiriti di Dio e le sette stelle:
Io conosco le tue opere: tu hai fama di vivere ma sei morto.
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E' iniziata da poco la china discendente dell'autunno, la stagione dei pensieri e della malinconia. Inutile dire che nel mio tempo parallelo e cristallizzato è sempre autunno, ma quando ero più umano era anche peggio: era troppo spesso inverno.
La non-vita ti sorprende sempre: anche quando gli eventi turbinano intorno a te, come in quest'ultimo fine di settimana, senti che la tua esistenza è cristallizzata. Ha il suo indubbio fascino, ma è anche pesante sentire che sei di un'altra razza rispetto a coloro che ti circondano. Essi vivono, amano, gioiscono, perfino - come ho visto domenica - generano. Io no, dopo la mia vampirizzazione non mi riconosco più nella vita degli uomini.
Ma non posso distaccarmene del tutto.
Le tenebre oggi sono ancora lontane, il fine di settimana è passato in un turbine di eventi e luoghi, ma più di tutto, nel rientro alla normalità, spicca il trascorrere diverso del tempo.
Quando il mondo attorno a te cambia e tu no, quando la tua non-vita è cristallizzata in una "immobilità senza soluzione" e invece le persona a te care arrivano anche a generare nuova vita, ti accorgi di cosa vuol dire appartenera ad un'altra razza. Non sempre è piacevole.
Così appaio improvvisamente anche a me stesso, non perché non abbia un passato: anzi, ne ho forse troppo.
Apparire a se stessi è spesso sorprendente, soprattutto per chi nello specchio non si vede e anche se si vedesse non si riconoscerebbe. Ma forse il tempo migliore per conoscersi è proprio settembre, pertanto appaio ora.