Forse molti pensano che io sia morto in una catastrofe. Il problema è che sono morto altre volte, e altre volte sono non vissuto...
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Un essere semi-umano, più volte morto e ancora quasi vivo...
Apocalisse III,1: Queste cose dice colui che ha i sette spiriti di Dio e le sette stelle:
Io conosco le tue opere: tu hai fama di vivere ma sei morto.
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Come mi segnalò il più bel fiore che mai colsi a Babilonia, da troppo tempo non aggiorno il blog. Non per mancanza di eventi, ma per eccesso di vita. Non ne ero abituato.
Potrei dire che dal nuovo anno ho ricominciato a pensare a Corinto e alle mille storie che si intrecciano nel porto, compresa una figlioccia che eccede la mia età mortale.
O potrei dire che ho capito un altro frammento della "verità sociale" che in vita mia mi è stata sempre preclusa.
Ma più di tutto dovrei dire della donna che è improvvisamente divenuta familiare nel mio antro. Sono arrivato al punto di lasciarglielo, due settimane fa...
Mi hanno scritto che sembrano gli stessi propositi dell'anno scorso e che sto diventando ripetitivo.
Spero di no, ma intanto qualcosa è cambiato. Ho iniziato la disintossicazione dal venenum, ho lasciato l'antro precedente e sto finalmente per acquistarne uno nuovo.
Ho promesso (e dimenticato di dirlo) che avrei risolto DEFINITIVAMENTE la mia posizione alla Wolfram&Hart.
E, infine, è decisamente possibile che farò i bagagli e andrò via da Atene.
E questo sarebbe poco? Cosa dovrei fare per non apparire ripetitivo? Presentarmi alle prossime elezioni?
Nel giorno della strega o dei magi o di quant'altro, la dolcezza dell'essere femminile riempie ancora il mio palato.
Ogni donna è come il sangue.
O come il venenum mortuorum.
Domani visite e poi colloquio con nonno Angel, forse decisivo.
Che Javhè, Satanasso, Allah o Visnù o checcavoloneso mi siano favorevoli!
Un salto a Corinto fa sempre bene, anche se non riesco mai ad ottimizzare i tempi.
Grande preda!